Nella formazione, come garantire un percorso didattico adeguato? Chi aiuta davvero i nostri studenti a progredire nel loro percorso di apprendimento? Chi offre loro l’opportunità di trarne il massimo beneficio sotto ogni punto di vista? Vi propongo il modello di percorso didattico sviluppato da Gilly Samon nell’ambito del metodo ABC Learning Design.
Aggiornamento: 6 agosto 2026 – aggiunta di una sezione sulla metacognizione e sul piano d'azione.
In un articolo precedente vi ho parlato del metodo di progettazione didattica ABC Learning Design. Il modello di progressione didattica di cui si parla qui è stato sviluppato da Gilly Salmon, docente presso l’Università dell’Australia Occidentale. Gilly Salmon è una delle esperte di metodo ABC Learning Design.
Un percorso didattico in 5 fasi
Ma quando proporre queste diverse attività? In quale fase della formazione?
La progressione didattica è importante. Gilly Salmon propone un modello in 5 fasi che mi sembra rispondere davvero alle esigenze dei partecipanti. Per ogni fase, tiene conto dell’aspetto tecnico e della dimensione pedagogica. Questo modello è stato sviluppato per la formazione a distanza, ma può essere facilmente adattato a qualsiasi modalità, da quella in presenza a quella comodale, passando per quella ibrida e quella a distanza. Ho notato che, utilizzando l’ABC Learning Design e il modello in 5 fasi, tendo a lasciare maggiore spazio all’iniziativa e, di conseguenza, alla creatività dei partecipanti ai miei corsi.
Fase 1: Motivazione e accessibilità
In questa prima fase della vostra formazione, state facendo tutto il possibile per motivare i vostri studenti:
Motivazione
- li accogliete calorosamente
- Vi presentate e presentate gli altri membri del team
- chiedete loro di presentarsi, magari con una domanda per rompere il ghiaccio
- presentate il programma del corso di formazione
- siete voi a indicare loro gli obiettivi del percorso di apprendimento
- descrivete loro i criteri di successo di questo percorso
- spiegate loro le modalità del corso: 100% in presenza, ibrido o a distanza
- fornite loro il calendario del corso con tutte le scadenze
- indicare loro dove si trovano i forum o le piattaforme di scambio di informazioni e invitarli a partecipare (ad esempio, scrivendo un primo post sul forum)
Accessibilità
Fornite ai vostri studenti tutte le informazioni e l’assistenza necessaria per accedere al vostro corso di formazione, per orientarsi con facilità al suo interno e per trovare le informazioni giuste nel momento in cui ne hanno bisogno:
- Inviate ai vostri futuri studenti le credenziali di accesso (nome utente, password) e le istruzioni di base per effettuare l'accesso
- pubblicate dei video che spiegano ai futuri studenti in quale ambiente si troveranno a operare
- Se utilizzate dispositivi diversi (per le lezioni virtuali e le sessioni di autoformazione a distanza), specificatelo e fornite le informazioni relative ai due sistemi, spiegando come interagiscono tra loro, se i vostri studenti devono creare due account diversi, ecc.
- offrite una pagina di FAQ (domande frequenti) con risposte chiare e facilmente accessibili
- si indica un indirizzo e-mail, un numero di telefono o una chat online tramite i quali gli studenti potranno mettersi in contatto con un tutor o un formatore
- offrite una sessione informativa durante la quale farete una dimostrazione su come connettersi e navigare in modo basilare
Fase 2: socializzazione online
Proponete ai vostri studenti attività di socializzazione online e di « creazione di fiducia » : è una tappa di team building, di attività che contribuiranno alla creazione di una comunità di apprendimento.

socializzazione
- Proponete loro attività volte alla scoperta dell’ambiente di apprendimento
- A questo punto, i partecipanti scoprono dei attività di acquisizione, esercizi e ricerca individuale
- fate loro svolgere esercizi che comportano una « bassa barriera tecnologica » (ad esempio, un contributo a un Padlet)
- offrite ai vostri studenti la possibilità di interagire tramite forum, post o altre pubblicazioni, per parlare dei loro desideri, delle loro paure e delle loro richieste di aiuto
- potete organizzare uno scambio di aiuto reciproco: alcuni studenti offrono assistenza tecnica in cambio di una correzione ortografica o di un aiuto con l'inglese
- Il moderatore stimola le prime discussioni tra i partecipanti; se necessario, ricorda loro le regole di base
- Tutto ciò costituisce le basi della « comunità di apprendimento », fondamentale per le attività di discussione e collaborazione che proporreste nelle fasi successive
Messaggi e comunicazione
- Il tutor o il formatore invia un messaggio agli studenti ogni volta che viene aperto un nuovo modulo o viene programmata una lezione virtuale: ciò fa parte della “ritualizzazione” che struttura il corso e contribuisce a rafforzare la comunità di apprendimento
- Il tutor presta attenzione alle assenze e agli studenti che non si collegano regolarmente: li contatta tramite messaggio offrendo loro il proprio aiuto, chiede loro se stanno incontrando difficoltà, ecc.
- Alcuni di questi messaggi possono essere automatizzati, ma attenzione: non automatizzate tutti i vostri messaggi. Altrimenti i vostri studenti si renderanno conto di avere a che fare con dei robot. Ad esempio, per chi non accede da un po’ di tempo, potete inviare un primo messaggio automatico, ma personalizzate il più possibile quelli successivi: mostratevi empatici e premurosi.
Clicca qui per vedere la seguente presentazione in italiano.
Fase 3: scambio di informazioni
Questa fase inizia generalmente alla fine della prima settimana o all'inizio della seconda settimana.
Facilitare il lavoro e fornire assistenza nell’utilizzo dei materiali didattici
- Il tutor accompagna gli studenti nell'apprendimento dei materiali didattici: uso delle mappe mentali, delle infografiche, ecc.
- Propone attività strutturate: ricerche, discussioni su un tema o su un compito da svolgere; programma i lavori da consegnare; spiega nuovamente, se necessario, dove trovare le scadenze e come utilizzare l’agenda o il calendario integrato nell’ambiente di apprendimento
- Il tutor assegna ruoli e responsabilità agli studenti nei diversi gruppi (preparazione alla collaborazione, alla valutazione tra pari)
- il tutor stimola il dialogo tra gli studenti
- riassume i risultati degli studenti, fornendo loro un riscontro sui loro lavori e sulle loro strategie di apprendimento (feedback formativo)
Ricerca, personalizzazione e assimilazione dei materiali didattici
- Il tutor affianca gli studenti nell’apprendimento dell’uso degli strumenti: l’ambiente di apprendimento, ma anche le applicazioni e i software utilizzati durante il percorso formativo
- gli studenti acquisiscono padronanza degli strumenti e creano il proprio ambiente personale di apprendimento (EPA)
- sono gli stessi studenti a proporre strumenti che hanno scoperto o già utilizzato in un altro contesto
Fase 4: costruzione della conoscenza
Questa fase si avvia generalmente intorno alla terza settimana. Gli studenti acquisiscono maggiore sicurezza e iniziano a prendere l'iniziativa.

Semplificare i processi
- Gli studenti acquisiscono sempre più il controllo del proprio percorso di apprendimento
- ils prennent l’initiative des discussions
- conducono queste discussioni sotto la supervisione del tutor oppure no
- Il tutor invita gli studenti a riflettere su ciò che hanno già appreso (metacognizione), individualmente o in sottogruppi
- Il tutor fornisce strumenti e metodi, ma sono gli studenti a costruire il proprio progetto
- gli studenti stabiliscono collegamenti tra ciò che imparano e altri contesti:
- altri corsi e formazioni
- luogo di lavoro o di tirocinio
- progetti personali non legati alla formazione
Videoconferenze e collaborazioni
- I partecipanti hanno fatto propri la maggior parte degli strumenti didattici: organizzano il proprio lavoro in sottogruppi utilizzando
- la videoconferenza
- la chat integrata nell'ambiente di apprendimento
- l'e-mail o qualsiasi altro servizio di messaggistica
Fase 5: sviluppo
Gli allievi sono ormai studenti esperti: sono in grado di riflettere sul proprio percorso di apprendimento e di mettere in pratica le nuove conoscenze, competenze e attitudini in contesti diversi:
Assistenza e risposte
- Il tutor propone momenti di riflessione sulle strategie di apprendimento: come ho imparato? Da solo e in gruppo.
- Gli studenti conducono le discussioni in autonomia, senza supervisione
- possono effettuare la valutazione tra pari in base a criteri prestabiliti e fornendo un vero e proprio feedback formativo
- Gli studenti sono pronti a trasmettere le proprie conoscenze e competenze agli altri
- possono riutilizzare le loro nuove conoscenze, competenze e attitudini in altri contesti:
- altra formazione
- contesto professionale
Fornire collegamenti ad altri contesti
- Il tutor fornisce link e informazioni su altri:
- corsi di formazione complementari
- tirocini aziendali
- aziende: al termine della qualificazione, ad esempio
- Il tutor richiama l’attenzione degli studenti sul loro livello di padronanza, li invita a guardare con occhio positivo a ciò che hanno imparato, li incoraggia a mostrare i propri lavori (è incredibile come — spesso — la nostra educazione ci porti a fare il contrario…).
Un percorso didattico verso una maggiore interattività
Lo avrete sicuramente notato anche voi: il modello di progressione didattica di Gilly Salmon si sta evolvendo verso maggiore interattività tra gli studenti.
Verso una comunità che apprende
L'obiettivo è proprio quello di creare una comunità di apprendimento : un gruppo che condivide gli stessi interessi e che, attraverso i suoi contributi individuali e collettivi, contribuisce all'apprendimento di tutti e di ciascuno.

Una vera interattività
Questa interattività non consiste solo in azioni e reazioni meccaniche, come si vede in alcuni corsi in cui l’interattività si riduce a semplici scambi con un gioco o un supporto multimediale. Questa interattività coinvolge i partecipanti in:
- produzioni collettive
- nella processo decisionale congiunto
- nelle discussioni sulla rilevanza della materia e sulle modalità di produzione
- in una riflessione di gruppo sui risultati raggiunti e sulle strategie di apprendimento
Una pratica strutturata della metacognizione
Soffermiamoci un attimo sull'ultima parte di questa enumerazione: dei momenti di riflessione collettiva sui risultati raggiunti e sulle strategie di apprendimento.
Il modello di Gilly Salmon promuove momenti speciali di metacognizione individuale e collettiva.
Nella quarta tappa, si tratta di i risultati raggiunti :
- Cosa ho imparato?
- Che novità ci sono?
- Cosa so fare ora che prima non ero in grado di fare?
- In che modo è cambiato il mio atteggiamento di fronte a determinate situazioni?
Mentre nella quinta tappa si tratta di riflessione sulle strategie di apprendimento :
- Come imparo? Da solo?
- Quali sono i metodi più adatti a me?
- Dove ho sbagliato?
- In cosa ho avuto successo? Perché? Come?
- Cosa posso fare per potenziare i miei punti di forza?
- Per compensare i miei punti deboli?
- All’interno del gruppo, come mi sono comportato? Ne è valsa la pena?
- Quali ruoli ho ricoperto durante questo corso di formazione?
- ecc.
Personalmente, attribuisco grande importanza alla metacognizione, alla riflessione sull’apprendimento – ciò che ho imparato – e sulle strategie di apprendimento – come l’ho imparato. Ecco perché, al termine dei miei corsi di formazione, propongo sistematicamente una fase di « piano d’azione ». In questa fase, chiedo agli studenti, non solo di riflettere su ciò che hanno appreso, ma soprattutto di prevedere come lo integreranno nella propria pratica professionale. Chiedo loro di elaborare un piano trimestrale. Si tratta di un periodo importante per la memorizzazione e l’integrazione delle nuove conoscenze acquisite. Propongo loro un ultimo incontro tre mesi dopo la formazione, ovvero al termine di questo piano d’azione, per valutare insieme a loro il grado di integrazione delle nuove conoscenze acquisite.
Conclusione: un vero e proprio modello di progressione didattica
Il modello di progressione didattica in 5 fasi di Gilly Salmon si presta particolarmente bene alla progettazione didattica con l’ABC Learning Design. Traccia un andamento dell’utilizzo delle diverse attività didattiche promosse dall’ABC Learning Design.
Non è sempre facile da mettere in pratica: occorre riflettere su ogni fase, sul grado di familiarità dei nostri studenti con l’ambiente di apprendimento e dosare con cura il ricorso all’interazione.
Ma, in fondo, non è forse questo ciò che dovremmo sempre fare quando progettiamo un corso di formazione?
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